martedì 18 agosto 2009

Bernd Rosemeyer

Non c'è nulla che descriva meglio Bernd Rosemeyer dell'immagine del driver tedesco che controlla la sua Auto Union in sovrasterzo di potenza. Si trattava di un'auto mostruosa, la prima (e non la Cooper come erroneamente si dice) ad introdurre il concetto di motore posteriore nelle corse da GP.  Tuttavia, mentre nel progetto della piccola macchina inglese, il motore posteriore rientrava in una logica di distribuzione dei pesi, sulla potente Auto Union, la posizione del propulsore rendeva l'auto indomabile, maledettamente sovrasterzante e tendente al testacoda.
Rosemeyer era esagerato, come la sua auto.
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Bernd Rosemeyer nacque il 14 ottobre del 1909, a Lingen, una città non lontana dal confine con l'Olanda.
Bernd si appassionò alle auto e alle motociclette grazie all'attività del padre, titolare di un garage e di un centro di riparazione.
Così come il nome di Caracciola si lega indissolubilmente a quello della Mercedes, Bernd Rosemeyer è uno dei personaggi simbolo dell'Auto Union.
L'avventura di Rosemeyer con l'Auto Union, cominciò con un provino al Nurburgring, organizzato dalla casa tedesca in cerca di un pilota da affiancare ai titolari Varzi, Stuck e Bernd.
Rosemeyer venne chiamato assieme ad altri piloti: impressionò favorevolmente ed entrò a far parte del team, per il 1935.
Per Bernd, essere nel team era un fatto eccitante ed era impaziente di debuttare nei gran premi.
Passava molto tempo alla factory della squadra, riempiendo di domande i tecnici della casa.
La leggenda vuole che, interrogato da Bernd Rosemeyer sulle performance del propulsore, Ludwig Sebastian, tecnico del motore, si sia trovato costretto ad invitare il giovane pilota a chiedere quelle informazioni ai dirigenti, perchè Lui non era nella posizione di poterle fornire.
Come dicevamo, Bernd era tanto impaziente di esordire, quanto Walb, D.S. dell'Auto Union era prudente nel rimandarne il debutto.
In effetti, Walb, sapeva benissimo quanto fosse forte Rosemeyer, ma era conscio che il suo talento era acerbo. In particolare, Welb avrebbe voluto aspettare una corsa non particolarmente veloce. Invece, Rosemeyer desiderava esordire all'AVUS, tracciato velocissimo.
La leggenda, una delle tante su Rosemeyer, vuole che il pilota avesse scritto ogni giorno, sul calendario del DS dell'Auto Union, "correrà Rosemeyer all'AVUS?"
Vera o no la storia, l'insistenza di Bernd fu premiata perchè Walb si convinse ad impiegarlo all'AVUS.
Così, il 26 maggio 1935, Bernd debuttò sul velocissimo tracciato tedesco.
La sua corsa, breve ma intensa, come la sua vita, si caratterizzò per il duello con Fagioli, pilota Mercedes, ma terminò anzitempo a causa di un guasto tecnico.
Bernd, comunque, ottenne la conferma per la successiva corsa, l'Eifelrennen al Nurburgring, gara che si caratterizzò per il dominio delle vetture tedesche.
La corsa, come tradizione al Nurburgring, si svolse con un tempo mutevole. La partenza, avvenuta col tracciato bagnato, ha visto Rosemeyer scattare dal centro griglia.
Giro dopo giro, Bernd recuperò posizioni: con un sorpasso al grande Caracciola, a tre giri dalla fine, si portò in testa alla gara.
Caracciola tallonò Bernd, a cui un sasso aveva spaccato il parabrezza, ma non riuscì a passarlo.
Solo all'ultimo passaggio, una scalata di marcia effettuata troppo presto, fornì l'opportunità a Caracciola di infilare il giovane avversario : possibilità sfruttata da Caracciola, che vinse la corsa.
Bernd è stato passato all'ultimo, ma ha impressionato il pubblico che lo elesse a eroe.
Nei successivi Grand Prix, Bernd ottenne un quinto posto al GP di Francia, un quarto al Nurburgring, un secondo a Pescara.
Nella corsa del Nurburgring, Bernd guidò in modo spettacolare. La sua aggressività, però, lo portò a distruggere le gomme. La gara, venne vinta da Nuvolari, con l'Alfa.
A Pescara avvenne un'altro episodio che proietta Rosemeyer nella leggenda: il driver tedesco finì fuori pista, con la sua vettura, in modo spettacolare: saltò un fosso e si infilò tra un palo e il parapetto di un ponte. Tra i due ostacoli, il Dr. Porsche misurò una distanza di poco superiore alla larghezza della vettura.
Nonostante l'incidente e i danni, Rosemeyer riuscì a rimettere in strada la vettura e terminare secondo.
Il Gp di Svizzera, che si disputò sotto la pioggia, vide il successo dello specialista del bagnato, Caracciola.
A Monza, Rosemeyer venne tradito al 19° passaggio dalla trasmissione: abbandonò la sua vettura e "saltò" su quella di Pietsch, con la quale conclude terzo.
Il trionfo, per Bernd Rosemeyer, arrivò all'ultima corsa stagione, a Brno, in Repubblica Ceca.
La stagione 1936 vide la consacrazione di Rosemeyer che dominò la stagione.
Auto Union, ha realizzato, per il 1936, una nuova vettura, denominata "tipo C". Il volume del motore V16 fu aumentato a 6 litri.
Un'altra novità, in casa Auto Unione, era il cambio di direttore sportivo: da Welb al Dr Karl Feuereissen . I piloti Auto Union per la stagione furono: Hans Stuck, Achille Varzi e Bernd Rosemeyer, come piloti esperti; Rudolf Heydel, Ernst von Delius and Rudolf Hasse selezionati come giovani.
Dicevamo che la stagione '36 vide la consacrazione di Rosemeyer ... eppure, l'inizio stagione non fu dei migliori: a Montecarlo venne costretto al ritiro, dopo essere andato a sbattere. In quell'occasione, avvenne un altro episodio curioso, che mette in luce lo spirito del pilota tedesco: dopo l'incidente, infatti, Bernd fu visto da un giornalista, mentre passeggia con un vaso di pietra sotto il braccio. Rosemeyer, con grande simpatia, fece notare la somiglianza del vaso con il trofeo del vincitore.
Abbiamo detto dell'inizio di stagione poco brillante: anche la doppia trasferta africana (Tunisi e Tripoli) e la gara di Barcellona, non riservarono soddisfazioni.
La gara della vita di Rosemeyer, fu invece all'Eifelrennen.
Si trattò della classica gara del Nurburgring, con nebbia e fortissima pioggia. Nella storia dei gran premi, dalla nebbia del Nurburgring sono emersi solo i grandi campioni. Basti pensare, ad esempio, a Sir J. Stewart ed al suo successo al
Nurburgring del 1968, quando vinse in condizioni meteo incredibilmente difficili.
In quel 1936, dalle nebbie del Nurburgring emerse, appunto, Rosemeyer che riuscì a prevalere su Nuvolari. Quando non si vedeva nulla, Rosemeyer iniziò una prodigiosa rimonta sul pilota italiano, staccando a memoria nelle curve, fino al sorpasso.
Nuvolari vinse a Budapest, ma Rosemeyer vinse al Nurburgring, Pescara, Berna e Monza.
Rosemeyer si consacrò, quell'anno, campione europeo.

Per la stagione 1937, la Mercedes preparò una nuova vettura, di oltre 640 cavalli. L'Auto Union, con meno mezzi a disposizioni, non fu in grado di replicare.
Rosemeyer, nonostante la vettura non fosse potente quanto la Mercedes, ottenne comunque dei successi: all'Eifelrennen, alla Coppa Acerbo, Donington, alla Coppa Vanderbilt, negli USA.
Si dedicò anche alla specialità del record di velocità.
Il 28 gennaio 1938, sull'autostrada Francoforte-Darmstadt, Mercedes e Auto Union si sfidarono per il record di velocità. Caracciola, dopo aver ottenuto i 423 km/h, consigliò a Rosemeyer di rimandare la prova, a causa del vento.
Rosemeyer, però, decise lo stesso di provare, ma perse la vita nel tentativo, secondo la tesi accreditata all'epoca, proprio per colpa del vento.

Recenti ricostruzioni storiche, pongono l'accento su un possibile effetto portante che avrebbe fatto sollevare la vettura, in conseguenza del distacco di un elemento aerodinamico.

Dirà di Rosemeyer, il grande Rudi Caracciola "Bernd non sapeva letteralmente cosa fosse la paura e questo a volte non è una buona cosa."
Il Dr. Porsche ebbe a dire che Bernd non prendeva rischi sciocchi. Piuttosto, egli poteva fare cose che altri non potevano.

-Bernd508-


4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Amante, mi permetto solo di precisare che la Mercedes '37 era di olte 640 CV.
Ora che hai il libro di Rosemeyer, mi permetto la narcisistica frivolezza di segnalarti che nei ringraziamenti a inizio volume vengo nominato anche io (sono l'unico di Ischia)... :-)

Sun

Anonimo ha detto...

Ah, un'altra cosa: Rosemeyer nacque nel 1909.

AmanteMercedes ha detto...

Complimenti per la citazione, d'altronde sei senz'altro uno dei massimi esperti di automobilismo storico in Italia. Questi articoletti, specie quelli più vetusti, hanno parecchie imprecisioni, che ogni tanto limo io, a volte mi sfuggono e per fortuna mi date una mano Voi lettori a sistemare le imprecisioni.

AmanteMercedes ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.